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Blog

August 11

San Lorenzo


Caduta una stella. Accanto a me.

Grazie per questo fantastico 10 Agosto. Papà.


Gab
July 10

L'altra metà del mio corpo...


Stenti a ravvisare familiarità nei visi dell tua prole,

ma non hai problemi a riconoscere i lineamenti del Compagno Berlinguer.

Da figlia e da compagna, sono e rimarrò per sempre orgogliosa di te. Papà.

Gab

July 04

Brillant...

Il mio caro Matto mi ha regalato un bel premio. Inutile dirvi come io mi stia incensando d'oro (argento e mirra no perchè sono nata a dicembre anche io ma non ho nessun alone di santità, anzi) e di come mi stia autonomamente autocelebrando per questo. E' un riconoscimento che premia i blog che, da un punto di vista grafico e contenutistico, spiccano in qualche modo. Ora, il mio blog non ha questo spiccato senso grafico e credo nemmeno nel contenuto eccelli chissà quanto, ma il Matto è un mio amico e quindi sa che se non mi avesse premiata avrebbe messo in pericolo i suoi gioielli di famiglia che, a dispetto del premio che si chiama Brillante web blog, non avrebbero "sbrilluccicato" più, causa netto troncamento degli stessi. (Ovviamente scherzo A bocca aperta).
Rullo di tamburi....ecco il premio:




Adesso non mi resta che individuare e premiare a mia volta 7 o più blog/siti che soddisfino i criteri del bando di concorso (vabbè, insomma quelle due righe che ho scritto sopra sarebbero il sunto del "bando di concorso", non inserito nella Gazzetta Ufficiale Nazionale, ma la sua importanza ce l'ha lo stesso) quindi permio:

www.uduaq.org
http://tinocolacillo.blogspot.com/
http://lucadinnocenzo.blogspot.com/
http://stripgenerator.com
http://www.pablomoroe.com/blog/
http://lopoc.blogspot.com/
www.univaq.net

Bene. Ho Indicato e linkato chi mi ha premiato, esposto il premio, data nà mezza spiegata sulla prassi e assegnato i premi.

Cari vincitori, fatelo voi a vostra volta.

Vado in banca ('ngulo che palle)

Gab
July 01

Come un treno...a vapore

"Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché voglio sognare
e nel sogno stringo i pugni
tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare.
Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare
altre notti sono vele piegate a navigare.
Sono uomini e donne piroscafi e bandiere
viaggiatori viaggianti da salvare.
Delle città importanti mi ricordo Milano
livida e sprofondata per sua stessa mano.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome.
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà.
Come i treni a vapore
come i treni a vapore
il dolore passerà.
Io la sera mi addormento
e qualche volta sogno perché so sognare
e mi sogno i tamburi della banda che passa
o che dovrà passare.
Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani
i ragazzi della scuola che partono già domani.
Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera
o qualche altra primavera da aspettare ancora
fra un bicchiere di neve
e un caffè come si deve
quest'inverno passerà.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome.
E se l'amore che avevo non sa più il mio nome.
Come i treni a vapore come i treni a vapore
di stazione in stazione e di porta in porta
e di pioggia in pioggia
di dolore in dolore
il dolore passerà."

[F. Mannoia]

<< ...Prima di lasciar andar via questo sogno vorrei assaporare almeno una volta che cosa significa... >>

Gab
June 20

Frammenti...


“C’era una ragazza che, ogni notte, guardava la luna. In quell’occhio del cielo dai riflessi d’argento le pareva di intravedere il profilo di un giovane sconosciuto. O forse era solo il riverbero misterioso di un sogno. La ragazza aspettava e sospirava.
Nell’altra parte del mondo, c’era un giovane che, ogni notte, guardava la luna. Su quel pallido schermo gli pareva di vedere il profilo dolce e seducente di una ragazza. Il giovane era un provetto arciere.
Così, una notte, incoccò la sua freccia più resistente e veloce sull’arco, lo tese con tutte le sue forze e mirò al volto placido della luna. La freccia, dura come l’acciaio e rapida come il lampo, colpì la luna e ne staccò un frammento. Cadendo, il frammento si spaccò in due parti. Una cadde in grembo alla ragazza, l’altra ai piedi del giovane arciere. Tutti e due si legarono al collo, come un gioiello, il frammento di luna. Si incontrarono poi? Forse.
Ma noi tutti, esseri umani, siamo come loro ed erriamo per il mondo portando ciascuno con sé la metà di un sogno.”

B. Ferrero




Gab
June 14

¢ΆмвΊσ þєĿĿє


Ho cambiato la veste grafica del blog. Più semplice ed essenziale.
   Un po' come me perchè, effettivamente, l'arancio caldo e il verde acido mi raccontano.
      Decisamente diversa da me perchè io semplice ed essenziale non lo sono affatto...


Gab
June 07

SΌĿЄ SþЄИтƠ


Ci sono giorni in cui mi sveglio spento
E tutto sommato provo a starci dentro
Nella mia stanza aspetto il mio momento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Quando la vita sembra un treno lento
Penso agli amici fuori e muoio dentro
La mia generazione senza vento
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Quando sei condannato al pentimento
Stanco di sentir dire “non ho tempo”
Come in un sole in cui sentire freddo
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Io ti sento con me
Sono qui, aspetterò
Io, aspetterò
Finchè arriverà il mio momento
Stammi accanto
Col pensiero tu, tu stammi accanto
Sole spento
Tu sei dentro di me



...Riconosco la magia del mare, ma probabilmente non è ancora arrivato il momento...

Gab



June 01

'16:30'...Can't Live


...Anche 5 anni fa oggi era domenica...



...Without You...

Gab
May 18

Inside...

Eravamo in 17,  8 maschi e 9 femmine. Numero dispari e io sono rimasta sempre quella senza una "migliore amica del cuore". Ero una bimba strana, mi perdevo nell'immaginazione continuamente azzerando il contatto col mondo reale. Mi ricordo che guardavo sempre fuori dalla finestra e quando c'era il bel tempo mi piaceva passare ore a trovare la forma alle nuvole. La mia maestra diceva che avevo un potenziale e mi chiamava "Giovanna d’Arco" perchè prendevo posizioni riguardo i diritti di noi bambini, perché anche quelli di un bambino delle elementari possono chiamarsi diritti. Torno spesso in quella scuola e ogni volta ricordo quanto era grande qualche anno fa, a come le mie gambe non arrivassero al pavimento quando stavo seduta su quelle sedie troppo alte per una bambina di 6 anni e come ero troppo occupata a cercare di non cadere quando la maestra spiegava i normanni e mi rimproverava le disattenzioni. Torno spesso in quella scuola e adesso la mia classe la vedo così piccola che non mi spiego nemmeno come facevo a starci dentro.

In prima media, al quarto mese di scuola, ho scioperato restando davanti all’ingresso, gridando quanto fosse ingiusto che dei bambini come me, ma più sfortunati di me, non potessero entrare nelle classi dove noi facevamo lezione perché le scale erano una barriera architettonica invalicabile a loro, che erano in carrozzina. Io volevo un ascensore perché era bello che i miei “amici motorizzati” potessero stare con noi e avessero la possibilità di vedere da altre angolazioni quel giardino davanti alla scuola. L’ascensore non l’hanno permesso i piani di sicurezza dell’edificio, quindi si è scesi al compromesso, e scesi è proprio quello che è successo, perchè un paio di classi hanno trovato asilo in due stanze a piano terra. Finalmente tutti insieme.

Arrivano le superiori. Per partito preso non ho voluto fare il classico. Troppo chic per me che alle bambole avevo sempre preferito le avventure in campagna o al fiume da dove ritornavo sporca così tanto come piaceva a me. Sporca così tanto come piaceva un pochino meno a mia madre. Mi iscrivo al professionale, sicuramente più nelle mie corde pensavo. Crescendo, capisci quanta finezza possa esserci nei luoghi dove non te lo aspetti e viceversa. Il mio professionale non era fine, ma il classico è un covo di vipere e che la maggior parte dei suoi diplomati sia spocchiosa o saccente, bhè mi pare ne sia la ovvia conseguenza. Ho rappresentato la mia classe il primo anno, mi sono inamicata tutti i miei compagni, perché richiamavo all’ordine/disordine in continuazione. Le assemblee di classe erano un motivo di crescita e non di cazzeggio. Da questo punto di vista sono sempre stata un dito al culo. Mai segato alle assemblee di istituto, quantomeno c’era qualcuno che qualcosa da dire che l’aveva sempre. Secondo anno, secondo mandato. Subito dimessa perché mi hanno candidata come rappresentante di istituto. E’ andata avanti fino al quinto. La mia lista prendeva il nome di Salvador Allende. Forse è vero che sono sempre stata più grande della mia età. Ho sempre ricordato l’11 settembre. C’è stato il golpe in Cile quel giorno.
Un rammarico: lo studio autodidatta del Latino è difficile. Quello del greco quasi impossibile.

Dopo un anno di crisi mistica, mia e altrui, sono approdata all’Università. Molte cose sono cambiate nel corso della mia vita. Una è rimasta costante: fregarmene di un futuro lavorativo pressocchè certo come quello che mi avrebbe potuto assicurare ingegneria per inseguire le mie passioni e i miei interessi. Beni Culturali e la mia tesi in storia dell’arte sono, senza dubbio, le scelte più azzeccate che abbia mai fatto. E con l’università, i corsi da seguire, i crediti da recuperare, la segreteria studenti da sopportare è arrivata la rappresentanza studentesca. La forma sindacale non mi dispiace. Sono assolutamente politicizzata e schierata partiticamente, ma non tutti gli studenti che rappresento lo sono come me e la forma sindacale sintetizza la pluralità.

Adesso sono qui, e non lo so perché ho scritto tutto questo. Ce l’avevo nel cervello. Gli occhi guardavano il ticchettio del cursore su questa pagina aperta per caso. Tutto è scivolato dalla testa alle mani e lo sproloquio, di chiara impronta narcisista seppur non intenzionale, è uscito fuori dalle dita proiettandosi su questa tastiera. L’onestà intellettuale non mi permette di chiudere tutto senza lasciare a voi li fuori un pezzo della mia storia che credo non sarei mai riuscita a raccontare così. 

Gab

May 09

ÞєÞÞιŋσ

E' nato nella terra dei vespri e degli aranci,
tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare,
la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato,
di certo in quell'ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore
e non se un'ideale ti porterà dolore..
"Ma la tua vita adesso puoi cambiare
 solo se sei disposto a camminare,
gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito..
alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati,
ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito,
gli amici disperati non l'hanno più trovato..
"Allora dimmi se tu sai contare,
dimmi se sai anche camminare,
contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..
Era la notte buia dello Stato Italiano,
quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani,
del corpo di Aldo Moro, l
'alba dei funerali di uno stato..
"Allora dimmi se tu sai contare,
dimmi se sai anche camminare,

contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani"..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..
"E' solo un mafioso, uno dei tanti" "
E' nostro padre"
"Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese!
Io voglio fottermene!
Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!

IO VOGLIO URLARE!

May 06

REgreD[D]ITI

E’ un’occasione troppo ghiotta per non parlarne. Ormai è cronaca. I redditi di tutti gli italiani sono on line. Gli hacker o i curiosi più svegli e svelti della rete possiedono nel loro hard-disk le copie della perdizione: attenti però, se vi sgamano sò cazzi e potreste essere perseguiti penalmente (fino a 3 anni di reclusione): infatti tutti  coloro che possiedono pezzi più o meno estesi di questi files (quanto mi piace stà parola) devono stare attenti. Al contrario possono crogiolarsi negli allori gli stupratori, i preti pedofili o i picchiatori neofascisti perché nel primo caso “ne siete tanti”,  e il reato cade in prescrizione, nel secondo gli cambiano la parrocchia (con  nuovi  bambini , ovvio), e nel terzo “la morte di quello che avete martirizzato perché non vi ha offerto la sigaretta che tanto bramavate è stata ‘semplicemente’ una lite degenerta”.

Mi domando continuamente perché in Italia funziona così. Cioè, in Svizzera se butti nà carta per terra succede che o ti sanzionano pesantemente o ti rimedi nà giornatina a guardare il paesaggio fuori dalla finestra a strisce. In Italia, ammazzi (letteralmente) e ti difendono pure. Poi vabbè, in Svizzera stè cose non succedono perché trovi secchi dell’immondizia a distanza di mezzo metro l’uno dall’altro. In Italia ci sono situazioni “immondizia” quali Napoli e questo basta a dire tutto.

La procura della Repubblica si preoccupa di indagare e di dire la sua su questi sacratissimi redditi resi pubblici, e non si preoccupa di sanzionare o fare qualche “altolà” al neo presidente della Camera che sui fatti di Verona e Torino dice: “Il caso di Verona è espressione di una "aggressione bestiale di un gruppo neonazista che senza alcun dubbio va  rieducato e messo in galera". A Torino, invece (bandiere di Israele bruciate in pieno centro nella giornata del 1 maggio) è successo qualcosa di molto più grave, perché non è la prima volta che frange della sinistra radicale danno vita ad azioni violente che cercano una giustificazione con una politica antisionista". A vedere poi se sulla prima affermazione di Fini bisogna crederci o no.

Ergo, secondo questi personaggi qui, una manifestazione è più grave di un omicidio. Volevo fare i complimenti a tutti gli italiani che hanno permesso a questo genere di persone di reinsediarsi, in maggioranza, al governo. Sono troppo incazzata e quindi probabilmente il mio tono sarcastico non si nota, ma spero riesca a trasparire dopo i due punti: FATE SCHIFO. Ovvio che dedico il monito non tanto agli italiani che si sono resi complici della tornata in auge di questi tizi, ma ai tizi stessi. Ovvio anche che sono additabili si quelli che le “pistole” le usano, ma sono lo stesso colpevoli coloro che le “pistole” gliele hanno preparate e gliele lucidano ogni giorno…

Devo fare un attimo di pausa che ho qualche conato di vomito…torno subito

Eccomi. Dopo 20 minuti di vomito sono di nuovo qui. Per tornare alle dinamiche reddituali: mi so’ fattà un po’ di cazzi economici cittadini(lo ammetto c’ho passato tutta la notte su quel  file excelle cò tutti quei numerini) , quindi, con l’ausilio di nomi fittizi:

 

  1. La Libreria di Paperino: Della serie “anche gli sfigati hanno un’opportunità”, quella di Paperino è una libreria storica. Sono anni che va avanti, che ha un’altissima affluenza, che pensava anche di trasferirsi a miglior vita (oddio no), volevo dire in luoghi più spaziosi per accontentare e far fruire meglio la merce agli utenti, perché a Paperino non gliene frega niente degli affitti più alti! L’importante siamo noi, e per quanto siamo importanti se ne frega addirittura di guadagnare solo 24.300 euro all’anno (più dell’affitto dei locali di cui sopra)! E vista l’esiguità del reddito mi fa sorgere spontanea una domanda: Ma Paperino, oltre che sfigato, è anche bugiardo?
  2. Il Supermercato Supersù: Che con le sue 21 filiali distribuite su tutta la provincia, ha un reddito annuo di 40.132 euro. Caro titolare Supersù, all’ingresso/uscita dei suoi stabili sfornaviveri/saponi/carteculo/evidenziatori (perché checché se ne dica i suoi centri sono fornitissimi) posizioni dei raccoglitori per, appunto, viveri/saponi/carteculo/evidenziatori perché, vista l’esiguità della sua dichiarazione dei redditi, noi clienti siamo pronti a supportarla, riversando a Lei parte della nostra spesa. Con 40.132 euro l’anno, e l’alto tenore di vita che sostiene, ci pare impossibile che lei riesca a sopravvivere.
  3. Il Vicino di casa: 7.198 euro annui. E noi che non abbiamo capito fino in fondo i tuoi perché. E noi che siamo dei superficiali. Dannati noi degli interni 1, 3, 4, 5 e 6 che non abbiamo mai accettato che le spese per la manutenzione delle scale ce le fossimo dovute accollare solo noi e non l’abbiamo mai accettato per il fatto che tuo figlio ha addirittura le mutande che costano più della mia retta universitaria e la macchina supermegaultra accessoriata. Ah, se ce l’avessi detto che avevi problemi economici così pesanti ci saremmo risparmiati tante tante tante critiche. Tante tante tante mandate a fare in culo nei tuoi confronti!
  4. I miei: 2.024 euro in più di quelli che sapevo. Per voi niente cinismo o sarcasmo. E’ il caso che mi aumentiate la Paghetta, mendaci generatori di prole!

 

Io comunque rimango buona e il mio salvadanaio l’ho messo a disposizione! Oltre me, tutti coloro i quali vogliano contribuire a risanare le malconce tasche dei miei conoscenti, possono far pervenire la moneta (io mi prendo anche gli spicci e non solo dai 5 euro in su  come ai santuari dove scrivono “offerta libera” e poi “non inserire monete” ) presso il c.c.p. Salvadanaino Porcellino…ovvio che più soldini ci saranno più il salvadanaio sarà pesante e più farà male quando lo darò in testa a stì stronzi (generatori della sottoscritta compresi).

 

E per una volta che c’è stato un esempio di democrazia in questo paese, Churcill ci ricorda che “La democrazia funziona quando a decidere sono in due e uno è malato.”

 

Squattrinata, e ve lo dimostrerò col prossimo 730…

 

Gab

May 02

Mai liberi

Ebbene si! Sono tornata! Non lo so che cosa è successo al mio blog in questi giorni, ma ho rifatto un microgiretto nelle mie opzioni/autorizzazioni e tante altre "oni" concepite nelle viscere del mio spaziettino e adesso tutto sembra tornato alla normalità (sempre se di normalità si può parlare quando si tratta di cose che riguardano i deliri della mia mente).

Quindi, signore e signori, mettetevi l'anima in pace...non sarete Mai Liberi da me (che culo eh?)

Gab
April 24

Ebano...

Ho deciso. Non ho voglia di dire nulla sulle passate elezioni. Almeno qui. Altrove ho già buttato giù un paio di pensieri, ma continuare mi sembra inutile e soprattutto non saprò mai rendere a parole quello che provo. Quello che posso dire è che io, e i compagni, quelli veri, non hanno nulla da rimproverarsi perchè nelle strade, nelle piazze, sulle barricate, in lotta NOI ci siamo sempre stati...gli altri erano troppo impegnati a stare dietro ad una telecamera, a fare la prova luci e farsi ritoccare il phard poco prima di andare in onda...

E soprattutto nessun 13 o 14 Aprile sono così importanti tanto come il 25 Aprile, quando qualcosa accadde per davvero; una giornata che passo sempre in un religioso silenzio interiore, che passo sempre accanto a mio Padre, che mi commuove ad ogni ricordo. E poi. E poi c'è che in questi pomeriggi mi riaffiorano in testa così tanti momenti, ed è in questi pomeriggi così, passati ad ascoltare a ripetizione "Ebano" dei Modena che le tue mani mi mancano così tanto, che sento freddo perchè i tuoi abbracci non mi serrano più, che mi faccio da parte perchè è come se era solo l'appartenerti a farmi sentire vera. viva. Ora mi sento morta, ma domani, almeno domani, tornerò a vivere anche io.


«
 Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l'arma e il nome. »
C. Pavese - La terra e la morte,
9 Novembre 1945


« Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione,
 andate nelle montagne dove caddero i partigiani,
nelle carceri dove furono imprigionati,
nei campi dove furono impiccati.
Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità,
andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »
Piero Calamandrei - Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955

Gab

April 14

In attesa di somatizzare


Dovrò prima o poi produrre un post su questi risultati elettorali.
Per adesso non riesco ad elaborare nient'altro che vada oltre ciò che vedete scritto.

Comunque e per sempre guerrillera!

Gab
April 12

Silenzio Elettorale e altri silenzi

E’ stata una settimana un po’ così. La sera mi mettevo nel letto e faticavo ad addormentarmi. Belli gli istanti di respiro però, parole che accompagnavano il mio assopirsi celebrale e fisico. Un assopirsi che arrivava davvero tardi la notte, ma che quando arrivava era così dolce...

Domani e dopodomani si voterà per le politiche. La gente che gravita intorno al mio seggio elettorale mi minaccia: “se fai come si deve il rappresentante di lista è meglio che cambi residenza”...insomma complimenti per la democrazia agli adepti del Partito Democratico. Vabbè, ma questo è folklore, indice di una pochezza mentale su cui nemmeno si deve tanto stare a dilungare per evitare di tediare chi queste cose le legge, e per evitare di stare a perdere il mio tempo, per carità, manco prezioso...e se non vale nemmeno la pena di perdere del tempo non prezioso capite che il gioco non vale davvero la candela.

Solo che vorrei riportare una lettera aperta che Alex Zanotelli, laureato ad honorem, tra le altre, anche presso l’Università degli studi dell’Aquila, ha inviato a Veltroni il 22 Marzo scorso, in occasione della giornata mondiale dell’Acqua:

“Caro Walter, pace e bene!

Oggi mi sono sentito ancora più spinto a scriverti questa lettera aperta.
Ho esitato molto a farlo proprio perché siamo in piena campagna elettorale, ma alla fine ho deciso di scriverla mosso dall'enorme grido degli impoveriti che mi ruggisce dentro.
Tu sei venuto a trovarmi a Korogocho, una spaventosa baraccopoli di Nairobi (Kenya ), e hai toccato con mano come «vivono» i baraccati d'Africa.
Davanti a quell'inferno umano, tu hai pianto. Mi avevi promesso, in quella densa conversazione nella mia baracca, che avresti portato quell'immenso grido di sofferenza umana nell'arena politica. Ora che sei il segretario del Partito democratico, sembra che ti sia dimenticato di quel «grido dei poveri». Non ne sento proprio parlare.
Non chiedo carità (non serve !), chiedo giustizia, quella distributiva che è il campo specifico della politica. E non parlo solo della fame nel mondo (fa già parte degli 8 obiettivi del Millennio, su cui si è fatto quasi nulla !), ma soprattutto della sete del mondo. (Infatti non è più il petrolio il bene supremo, ma l'acqua che, con i cambiamenti climatici, andrà scarseggiando).
Se questo è vero, perché nel tuo programma elettorale appoggi la privatizzazione dell'acqua?
Lo sai che questo significa la morte di milioni di persone per sete? Con questa logica di privatizzazione, se oggi abbiamo cinquanta milioni di morti per fame , domani avremo cento milioni di morti di sete. Sono scelte politiche che si pagano con milioni di morti.
Caro Walter, perché quelle tue lacrime su Korogocho non le puoi trasformare in gocce d'acqua per i poveri? L'acqua è sacra, l'acqua è vita.
Caro Walter, perché non puoi proclamare che l'acqua non è una merce, ma è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minimo costo possibile per l'utente, senza essere Società per azioni?
Solo così potrai asciugare le tue lacrime e quelle degli impoveriti del pianeta, ma anche dei poveri del Nord del mondo come le classi deboli di questa mia Napoli.
Chi dei nostri poveri potrà mai bere l'acqua del rubinetto, con bollette aumentate del 300 per cento, come è avvenuto ad Aprilia?
Caro Walter, sull'acqua ci giochiamo tutto, ci giochiamo la nostra stessa democrazia, ci giochiamo il futuro del pianeta.
Caro Walter , non dimenticarti di quelle lacrime di Korogocho!”

Alex Zanotelli

Ora, Veltrusconi..ehm, Veltroni (o il suo ufficio relazioni pubbliche, visto che dubito sia riuscito a stilare anche una sola riga di risposta di suo personale pugno, non per mancanza di capacià (no?), ma per mancanza di tempo visti gli impegni elettorali) ha risposto:

“Caro Alex,
nella tua lettera ricordi la visita che ti feci, ormai quasi dieci anni fa, a Korogocho. Ricordi le parole e gli sguardi che ci siamo scambiati e l’impegno che presi con te, ma soprattutto con me stesso: non dimenticare. E come avrei potuto dimenticarmi dell’immane sofferenza che mi hai aiutato a toccare con mano? Come tu ben sai, perché altre volte ci siamo incontrati in questi anni, da quel momento, da quel primo viaggio, ho portato la mia allora breve ma intensa esperienza nel continente africano al centro del mio impegno politico.”

...bhè si, centrale...proprio vicino al buco del culo.

La privatizzazione dell’Acqua è il punto del programma del PD che davvero più degli altri mi fa rabbrividire. Il resto dei punti non li ho nemmeno letti perché sarebbe stato bissare un’analisi già effettuata al momento dell’esame dei propositi della PDL.


Domani voglio respirare. Domani sarà bellissimo...e in questa circostanza ovviamente le elezioni non c’entrano davvero un cazzo.

 
Gab

April 07

Diritto_4: Nessuna Schiavitù


 


"Sulla mia schiena è stato tatuato un numero.
La mia catena è come un filo del telefono.
La mia condanna è che se mi fermo mi uccidono."
Daniele Silvestri, Kunta Kinte

Gab
April 05

Play "The Game"

Il Matto mi ha incastrata/incatenata di nuovo. Per due volte ho detto “ok è l’ultima volta che partecipo ad una catena, perché le odio, perché non hanno senso, perché questa a cui partecipo è una delle poche che accenda anche solo un poco il mio interesse”. Questa volta non lo dico più che non mi lascio incatenare, perché poi il Matto torna e mi ci fa ricascare (beatamente) di nuovo.

Le regole del gioco.

Nelle prossime righe devo (bando all’ipocrisia: Voglio) scrivervi/raccontarvi/delucidarvi riguardo le 6 cose che più mi piace fare. Non vi voglio annoiare quindi, se non vi va di rimanere arenati qui per i prossimi minuti, il mio spirito democratico assolutamente non vi costringe ad indugiare dall’andar via. (che vi se ne pozzano cascà le mani se uscite da questa pagina prima di essere arrivati all’ultimo punto di questo post). 

Insert Coins, Six Credits: START(with & into the game)

Stage 1/6: Reading. Io lo so che suona ripetitivo e scontato (non angustiatevi, la stessa cosa accadrà per almeno un altro degli stage successivi) ma è davvero una delle cose che più mi piace fare. Mai un giorno senza far scivolare il dito sulle righe di un qualsiasi supporto stampato, sia esso il libro più bello del mondo o un foglio A4 ripiegato in due trovato alla fermata dell’autobus. Mi nutro di parole, è inevitabile. Ed è bellissimo.

Stage 2/6: Mp3. Ecco. Non mi rimetto a parlare della mia musica, di quanto mi faccia star bene quella ottima, di quanto da lei mi faccio cullare nei momenti più melensi e di quanto mi faccio infondere energia nei momenti in cui ne ho bisogno. Parlo di cuffie ancorate a qualsiasi supporto multimediale riesca ad emettere suoni più che decenti, che mi sparino nelle orecchie note, accordi, arrangiamenti, pentagrammi. Amo ascoltare la musica così per due semplici ragioni:
     1. Perché è fantastico stare in mezzo alle persone, che sia sull’autobus, in fila alle poste, a piedi in mezzo al corso affollato del sabato pomeriggio, concentrarsi magari su qualcuno di loro per non capire assolutamente un cazzo di quello che stanno dicendo...immagini per loro storie infinite, chessò, per un fascista immagini che stia ammettendo quanto sia coglione, per un docente borghese di quanto sia barone, per una frivola ragazzina quindicenne, che dovrebbe far di cognome “prossima generazione”, di quanto poco le interessino gli strass sui jeans perché la sua unica ragione di vita è procurare un futuro migliore a questa società.
    2. Perché quelle note che ti entrano nei timpani spesso sono l’unico legame che ti rimane per sentire più vicini certi momenti passati che sai non torneranno più...ad esempio lo stornello tipico delle ebbrezze nelle notti estive (noi semo quelli che che j'arisponneno 'n coro: Evviva er vino de li Castelli e de 'sta zozza società) o la canzone che c’era in quel pomeriggio d’inizio estate, quando il paese era vuoto e filtrava un po’ di sole dai nuvoloni, quello stesso pomeriggio di quando hai dato e ricevuto il tuo primo vero bacio...e credo  che questo è il ricordo più bello che qualcuno possa conservare, perché ancor più intenso è ricordare come quella stessa canzone che accompagnava certi momenti, nell’attimo in cui ti sfiori nemmeno la senti più per quanto ti senti di essere in un'altra dimensione.

*Now on-air: Cocaine – Eric Clapton*

Stage 3/6: Snow: La neve; amo vederla cadere giù, e soprattutto mi piace quel senso di “ovattato” che si percepisce quando ha smesso di planare sulle strade e sui tetti...la città sembra che si addormenti e nulla di brutto sembra poter accadere...

Stage 4/6: Look: Mostre, Edifici, Chiese (nell’accezione più laica del caso ovviamente). Visitare e studiare tutto ciò che mi sarà possibile visitare a partire da ieri, passando per adesso e camminando fino a quando avrò anche la minima forza in corpo che mi permetterà di continuare a far suonare tutti gli allarmi fotosensibili di musei/mostre/edifici/chiese che avranno la sventura di vedermi loro ospite. Qualche volta è stato imbarazzante lo ammetto, ma come si fa, secondo voi, a percepire fino in fondo il dolore che il rapimento causò a Proserpina se non ci si avvicina ad un centimetro da quella meraviglia che produsse il Bernini, così da poterne scorgerne la lacrima che ne attesta lo spasimo? O come si fa a comprendere fino in fondo la sacralità e nello stesso tempo la profanità  di un Gesù  del Caravaggio se non ci si accosta al suo viso? Io non sono Michelangelo Buonarroti, ma se lui non faceva altro che parlare con le sue sculture e, tumefacendole con un martello, intimargli di prendere vita, io non posso far altro che credere le opere una linfa vitale ce l’hanno...quindi mi avvicino, per avvertirne il calore...

Stage 5/6: Feet. Mi piace tantissimo, ma davvero tanto camminare a piedi scalzi nell’erba bagnata. Non lo so perché...forse c’è un po’ di fetish in ognuno di noi. -.-

Stage 6/6: Sex: Sesso insomma... E qui non mi dilungo(solo io però!) e non ingigantisco(sempre solo io eh!) la disamina visto che non credo che ci sia bisogno di stare a spiegarne i perché della scelta.

Consumati i miei “Six Coins” entro nell’extra game. E’ a questo punto che mi viene in mente un pensiero di Francis Bacon: "Il denaro è come il letame che non serve se non è sparso." (leggete qualcosa di Bacon perché è davvero travolgente).
Mi tocca quindi cospargere cotanta gentil mistura (parlo naturalmente del letame perché di soldi davvero non ne ho) e incateno: Spider, Cate, Marcooo, Elly, Patsy e Lopoc. vi va?

...E se qualcun altro ne ha voglia che si incatenasse a sua volta...e se volete condividerlo...la mia mail la conoscete...

Se Faber riteneva che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, noi non possiamo far altro che crederci, e io lo so che da voi nasceranno cose che supereranno l’immaginato...in confronto i giardini pensili di babilonia saranno sconci e malmessi.

Saluti Intrappolati

Gab

April 04

Vivere come fratelli...

Leggevo sul blog di Mauro: “Vi è mai capitato di paragonare un pezzo della vostra vita ad uno sport?”

Vediamo se riesco un po’ a sviscerare questa cosa facendo una specie di autoanalisi.

Già il nome del mio blog può lasciar presagire quanto la mia vita non la sento poi così positiva, ma dal sottotitolo si evince quanto, allo stesso tempo, reputi la mia esistenza la più incredibile delle avventure. Ho 26 anni e, senza piagnistei autocommiserativi, sento di averne vissuti 1000 e anche male, ma vado avanti…

Il mio sport è l’immersione subacquea. Da sempre sento di nuotare negli abissi più profondi che esistono…e se ci stai da così tanti anni, a fondo, l’ossigeno comincia a scarseggiare insomma, quindi cerco l’aria. Nuoto. Quello lo faccio sempre. Qualche volta incontro animali marini spaventosi e ci combatto, altre volte incontro affabili delfini che mi ridanno fiducia e mi aiutano un po’ nella risalita. Insomma a bracciate, più o meno vigorose, cerco di affiorare alla superficie, per riprendere quella boccata d’aria e per sentire un nuovo sole che mi scalda, perché qui in fondo agli abissi fa davvero freddo. Il viaggio nelle acque mi insegna molto ogni giorno. Capisco quanto siano pericolosi alcuni pesci e quanti altri invece siano innocui. Nei momenti di nitidezza riesco a scorgere anche i bei colori delle alghe e dei molluschi, dai quali mi faccio riempire gli occhi…

E’ tutto comunque così importante…in queste profondità c’è un silenzio così immenso, un silenzio che ti facilita l’ascolto di quel qualcosa che quasi mai, il più delle volte per paura, riesci a sentire per davvero: te stesso… è quando entri in questa logica che capisci che “non si è mai vivi abbastanza.”

Un giorno le mie pinne diventeranno ali…perché il sogno, quello vero, è il volo…


"Abbiamo imparato a volare come gli uccelli,
a nuotare come i pesci,
ma non abbiamo imparato l'arte di vivere come fratelli."

M. L. King

Gab

April 01

Il peso che meriti...

" ...brillar d'un giorno senza sole

eppur contando tanta luce dinanzi

cader diffusa a fitte gole

rilucendo di scintille e dei loro avanzi

le strade ,i quartieri e le sparute aiuole

qui a limitar i nostri mondi e le stanze

empite di lacrime, pensieri e parole...

quanto vana la luce con le sue baldanze!

quand'ecco urlare il grido del cuore

a tingere di buio la luce e di notte il sole

... di tante albe e della loro danza

maledirne l'inizio e le torme delle ore,

di tanti tramonti e della loro sapienza

non ricordarne che la fine e l'ultimo colore...

poter riaccarezzare il vecchio mare,sussurrante,

di presso alle onde come ai miei pensieri,

rimirar nel suo inceder  lento ed errante

i furiosi ricordi delle tante stagion di ieri...

bramando un giorno di dissolvermi morente

laggiù sotto i suoi occhi blu e fieri

facenti del mio cuor un oceano di menti,

come di tante persone e volti non bramarne che alteri

gli stessi approdi specie se a stenti,

perdendosi tra quei tanti volti ogn'un sinceri,

ad onta dello sguardo giudice delle genti...

ed immaginar ora quanto pudica qui la morte ed i suoi riti funerei

quanto calorosi il mare ed il suo silenzio nonostante quei suoni,

quei colori e quei pofumi cinerei

e pensare al sapor del sale stridente e costante

come al sapor d'un figlio del mare, laggiù dansante... "

MCR, Molotov Compagno Rivoluzionario


" Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi,
ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri."

MCR, Modena City Ramblers


Gab